LIVE! Chivu: "Ringrazio i tifosi per il supporto. Vogliacco-Valenti danno solidità, ma è merito di tutta la squadra"

14.35 - Termina la conferenza.
Quanto il pubblico può aiutare?
"Ci aiuta tanto. Lunedì avevamo più di mille tifosi a Verona: voglio ringraziarli. Noi cerchiamo sempre di far vedere la grinta e che ci siamo, che vogliamo mantenere la categoria. Lo abbiamo fatto a Verona e soprattutto nel secondo tempo contro il Torino. Lo faremo anche domani, perché in uno stadio tutto esaurito sarà importante far vedere che vogliamo dare tutto".
A Verona grande prova dei due centrali di difesa Valenti e Vogliacco. Questa coppia dà sicurezza e anche una mano dal punto di vista della grinta per il resto della squadra?
"A Verona hanno fatto molto bene entrambi. Mi fa piacere aver trovato e aver visto quella solidità, ma anche il fatto è accettare di giocare uomo contro uomo, spesso contro due attaccanti che sono veloci, che sono bravi sia sul corto che sul lungo. Alla fine io esalto sempre la squadra perché l'organizzazione, la densità e il fatto di non aver mai messo a rischio da parte di tutti i due difensori centrali merita un po' di tutti e questo bisogna che sia sempre il segnale che io cerco di trasmettere. Il modo in cui noi difendiamo dipende sempre da tutta la squadra e non solo da due difensori centrali o un reparto composto da quattro difensori. E poi loro hanno la responsabilità individuale, dove devono risolvere i problemi, dove devono vincere i dueri, devono vincere i contrasti e poi devono difendere in avanti e devono preoccuparsi anche a quello che succede dietro di loro, perché se trovi attaccanti che ti attaccano alla profondità bisogna avere l'intelligenza giusta e capire quando e come devi risolvere quel problema e l'hanno fatto molto bene. Però ripeto, spiccano sempre quello che fanno loro ma alla fine conta anche quello che fanno i loro compagni intorno a loro e a Verona direi che l'hanno fatto molto bene".
Cosa si deve fare per aggirare l'Inter?
"Serve tanto coraggio, serve la condizione mentale di capire i momenti della partita in cui magari dovremo difendere più basso. Dobbiamo accettare tutto e sfruttare i momenti in cui concederanno qualcosa. Si parte alla pari, anche se loro sono favoriti, ma noi siamo pronti a fare tutto per metterli in difficoltà".
Come sta la squadra?
"Cancellieri è ancora fuori. Bernabè ha saltato il primo giorno di allenamento, è rientrato piano piano e ora è a disposizione".
Quali sono gli aspetti positivi e quali in cui si può migliorare?
"Positivo il fatto che si sono calati nella mentalità di accettare la classifica e nel fare le cose per conquistare punti. Nell'accettare il nostro lavoro giornaliero. Nell'impegnarsi al massimo per la squadra. Mi piace una squadra viva, che vuole muovere la classifica e mantenere la categoria. È un punto di partenza importante e mi fa piacere".
Ha parlato della spensieratezza di Ondrejka e Lovik. La squadra è un po' bloccata dal punto di vista mentale?
"La classifica è quella che è. Il momento incerto e insicuro può creare questo: ma lo vivono anche le squadre importanti. La spensieratezza si trova più all'estero, perché c'è meno pressione e il calcio è più un gioco. L'allenatore incide meno sulla tattica ma piuttosto sui principi. Dunque la spensieratezza viene naturale. In Italia invece siamo più abituati a pensare a cose che mettono tanti dubbi ai giocatori. Ma nel calcio è importante anche avere responsabilità e non solo spensieratezza. In questo momento per noi è importante crescere sia nella motivazione sia nella fiducia".
L'impiego del doppio attaccante, come ha detto lei, era complicato perché mancava l'alternativa. Adesso però c'è: è dunque possibile vedere Bonny e Pellegrino assieme?
"Quella è stata sempre la nostra preoccupazione, di non creare confusione. In un modo o in altro, durante queste cinque partite, noi qualcuno l'abbiamo sempre affiancato alla prima punta, se vedete bene. Ovvio che non è una punta di mestiere, però comunque crea più densità e crea un supporto importante per quello che è la prima punta. A partita in corso abbiamo provato, anche se per poco, ad avere due punte vere. Sicuramente è un'opzione, una soluzione che noi abbiamo. Non credo che si partirà dall'inizio con questa soluzione, ma partita in corso è una soluzione valida".
Lovik lo vede più alto o basso?
"Nasce come terzino, lo vedo forse come quinto. Giocare alto è più dura, secondo me può fare il quinto o il terzino".
Ci sono giocatori che quando entrano in campo dimostrano grande voglia. Uno di questi è Ondrejka: è un giocatore che si vede sta scalpitando. Potranno esserci cambiamenti di formazione? Non solo Ondrejka ma anche Lovik, che è più offensivo?
"Loro due sono arrivati da poco e vengono da una cultura diversa. Mi piace la loro spensieratezza, si stanno ambientando e stanno cercando di mettersi in mostra. È ovvio che la lingua condiziona un po' la loro crescita, anche se cerco sempre di tradurre e per me non è un problema, anche se non è facile trasmettere concetti in lingue diverse. Sono due giocatori giovani, che stanno imparando cosa vuol dire il calcio italiano, cosa vuol dire avere ordine nel gioco e stanno crescendo, come tutti gli altri. Arriverà anche il loro momento".
In questi mesi i giocatori del Parma hanno dimostrato di saper far male alle grandi. Si aspetta una partita differente da parte di Man? Ultimamente sta avendo un momento di difficoltà
"Esaltare il fatto che loro hanno fatto bene contro squadre importanti del campionato, sì è importante, però non lo hanno fatto sempre. Quello che noi dobbiamo capire è che possiamo giocare contro chiunque e questo è stato sempre il messaggio che noi abbiamo cercato di trasmettere da quando siamo venuti al Parma. Come dicevo prima, ogni partita ha la sua storia, bisogna adattarsi e saper fare più cose e non solo delle cose.
Man sta lavorando bene, l'atteggiamento a me piace perché si sta impegnando, sta cercando di superare questo momento di difficoltà e sono convinto che prima o poi riuscirà anche a sbloccarsi in tutto, riuscirà anche a essere decisivo e a fare gol per la nostra squadra".
Quella di domani sarà una partita speciale per lei. Cosa rappresenta per lei?
"Il mio passato non lo posso negare: ho passato dentro quella società 13-14 anni e quindi la mia stima e riconoscimento c'è stata, c'è e ci sarà per sempre. Ma in questo momento penso al Parma, penso a quello che dobbiamo fare, penso a quello che è l'obiettivo nostro e abbiamo preparato la partita come abbiamo sempre fatto in questo mese e mezzo. Perché poi giochiamo contro la squadra più forte d'Italia, una delle squadre più forti d'Europa e bisogna sapere giocare anche questo tipo di partite".
14.15 - Inizia la conferenza.
14.00 - Nel giorno della vigilia di Parma-Inter, sarà mister Cristian Chivu a presentare la sfida: una gara sulla carta complicatissima, con gli attuali leader della classifica di Serie A. Il Parma proverà comunque a far valere il suo DNA da "ammazzagrandi", sostenuto dal calore del suo pubblico: al Tardini ci si attende il sold out. Segui le sue parole in diretta grazie al LIVE! di Parmalive.com.